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A proposito di Aristotele Onassis, il famoso armatore greco, uno degli uomini più ricchi dei tempi moderni, un giornalista ha scritto: "Onassis è morto a parigi, all'età di sessantanove anni. Indubbiamente molte persone l'hanno invidiato per le sue ricchezze e la sua potenza. Ma tutto questo a cosa gli serve ora? Egli ha dovuto suo malgrado confessare che la sua esistenza e tutti i suoi sforzi per diventare grande erano da considerare un grave errore!
All'inizio della sua malattia, che poi lo stroncò, egli rivelo ad un amico: "Di fatto sono stato una macchina per fabbricare denaro. Ora posso dire di aver trascorso la vita in un tunnel d'oro, con lo sguardo fisso sull'uscita che mi avrebbe portato ad una totale soddisfazione ed alla felicità. Ma quel tunnel non ha fine. Non rimarrà nulla dopo la morte!!!". Perciò Dio nella Sua parola dice: "Non t'affannare per diventare ricco, smetti dall'applicarvi la tua intelligenza. Vuoi tu fissare lo sguardo su ciò che scompare? Giacchè la ricchezza si fa le ali, come l'aquila che vola verso il cielo" (Rif. Libro dei Proverbi Cap.23 verso 4)
Ecco l'esatta definizione della vita vissuta senza Dio: "UN TUNNEL SENZA FINE". Vi si avanza, allegri, spensierati, si pensa che non sia necessario aver bisogno di Dio, e più si avanza, più si affonda nelle tenebre eterne per accorgersi alla fine che non c'è alcuna possibilità di uscita. SIGNORE, RISVEGLIA SEMPRE DI PIU' LA VITA DI CHI SCRIVE E DI CHI STA, IN QUESTO MOMENTO, LEGGENDO SINCERAMENTE! Che fare dunque? Riconoscere oggi stesso il proprio errato modo di pensare, riconoscersi peccatori dinanzi all'Iddio santo, confessare a Lui l'immenso bisogno che abbiamo di essere salvati dai propri peccati e credere sinceramente che GESU' CRISTO E' ANDATO SULLA CROCE PER ESPIARE I PECCATI DI TUTTI QUELLI CHE RICONOSCONO IL LORO BISOGNO INTERIORE DI SALVEZZA ETERNA. Solo così... alla fine del tunnel, si udrà la voce: "Venite, voi, i benedetti del Padre mio; ereditate il regno che v'è stato preparato fin dalla fondazione del mondo" (Rif. Evangelo di Matteo Cap.25 verso 34)
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